martedì 3 marzo 2015

Senza Patria né Onore

La globalizzazione è cosa buona e giusta, l’abbiamo vista al G8 di Genova, quando un balordo branco di no-global è stato assediato dalle forze di tutela dell’ordine. 
Quell'ordine di una nazione, la nostra,  sconquassato da chi si opponeva alla svendita dell’identità nazionale. Paradosso risolto con il caos e dopo la tempesta venne la quiete…
Non sono uno storico, né sagace conoscitore della verità ma amante dell’identità nazionale poiché sostenitore del solenne principio dell’auto determinazione dei popoli.
Il nostro dalla storia è stato trafitto, ridotto a colabrodo e poi ricompattato sotto l’unità per un bene più grande, gli Stati Uniti d’Europa. Non l’ho deciso io, né i miei avi, né mai ne fu chiesto consenso. 

Eppur si muove lentamente l’impero silente.

L’apparenza ci mostra un governo e un presidente della Repubblica al comando di un vascello, l’Italia, che a pari condizioni partecipa alla campagna europea per una maggiore solidarietà tra i popoli, per la pace e la giustizia.


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